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AI Act: che cosa vale oggi per un’azienda normale

Dal 2 agosto 2026 devi rendere chiaro quando un cliente parla con un’IA o guarda immagini generate. Gli obblighi pesanti per i sistemi ad alto rischio sono rinviati a dicembre 2027. Ecco che cosa significa per un’azienda che usa l’IA ma non la costruisce.

Aggiornato il 24 settembre 2026

Che cosa vale già oggi

Il regolamento è arrivato a pezzi, ed è proprio per questo che genera tanta confusione. Ecco che cosa è davvero sul tavolo per un’azienda normale.

Che cosa è stato rinviato, e che cosa non vuol dire

Il regolamento (UE) 2026/1744, il Digital Omnibus per l’IA, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 luglio 2026 ed è entrato in vigore tre giorni dopo. Sposta in avanti gli obblighi più pesanti.

Rinviato non vuol dire cancellato. Chi compra o fa costruire oggi un sistema simile compra qualcosa che tra un anno e mezzo dovrà soddisfare quei requisiti, e di solito è esattamente la durata di un progetto del genere. E attenzione: le regole di trasparenza non si sono mosse.

I quattro casi in cui l’articolo 50 ti riguarda

L’articolo 50 non vieta nulla. Chiede che le persone sappiano che c’è una macchina di mezzo. Questi sono i quattro casi in cui una PMI si imbatte davvero.

L’articolo 50 copre inoltre i sistemi che riconoscono le emozioni o classificano le persone con la biometria. Se li usi, devi informarne la persona interessata.

Che cosa puoi sistemare questo mese

Nessuno di questi cinque punti richiede un legale o un progetto. Insieme coprono gran parte di quello che oggi un’azienda utilizzatrice deve poter mostrare.

Quanto costa non fare nulla

Le violazioni dell’articolo 50 stanno nella fascia intermedia: fino a 15 milioni di euro o il 3 per cento del fatturato annuo mondiale, il più alto dei due. I 35 milioni o il 7 per cento che tutti citano sono riservati alle pratiche vietate dell’articolo 5. Per le piccole e medie imprese vale il minore dei due importi, non il maggiore.

È comunque l’argomento che ci interessa meno. La prima volta che fa male davvero è di solito un cliente che scopre di aver parlato con una macchina senza saperlo.

La cronologia in breve

DataChe cosa si applica da allora
2 febbraio 2025Le pratiche vietate dell’articolo 5 e l’alfabetizzazione in materia di IA dell’articolo 4.
2 agosto 2025Le regole per i modelli di IA per finalità generali e la struttura di vigilanza.
2 agosto 2026L’obbligo di trasparenza dell’articolo 50. Non rinviato.
2 dicembre 2026Fine del periodo transitorio per i divieti aggiunti dal Digital Omnibus.
2 dicembre 2027I sistemi ad alto rischio dell’allegato III, spostati dal 2 agosto 2026.
2 agosto 2028L’IA ad alto rischio nei prodotti regolamentati, allegato I, spostata dal 2 agosto 2027.

Questa non è consulenza legale

Non siamo uno studio legale. Questa pagina riassume che cosa dice il regolamento e da quando si applica, così sai quali domande porre al tuo legale. Per un caso concreto rivolgiti a chi è assicurato per farlo.

Domande frequenti

L’AI Act vale anche per una piccola azienda?

Sì. Gli obblighi seguono quello che fai con l’IA, non quante persone impieghi. I requisiti di documentazione sono però più leggeri per le piccole imprese e per le sanzioni vale il tetto più basso.

Devo registrare o notificare qualcosa?

No, non se ti limiti a usare l’IA. La registrazione nella banca dati europea riguarda chi immette sul mercato un sistema ad alto rischio.

L’alfabetizzazione in materia di IA è davvero obbligatoria?

Sì, dal 2 febbraio 2025, con l’articolo 4. La legge non prescrive un corso o un attestato preciso. Devi poter dimostrare che chi lavora con l’IA sa quello che fa.

Il mio fornitore costruisce il modello, che cosa resta a me?

Lui porta gli obblighi del fornitore, tu quelli del deployer. In pratica: usarlo come previsto, persone che lo capiscono e trasparenza verso i clienti.

Con il Digital Omnibus è stato rinviato tutto?

No. Solo gli obblighi ad alto rischio. I divieti, l’alfabetizzazione, le regole per i modelli generali e la trasparenza dell’articolo 50 restano in piedi.

Usiamo l’IA solo internamente, conta lo stesso?

L’obbligo di trasparenza riguarda le persone che si trovano davanti al risultato. Se tutto resta in casa non c’è nessuno da informare, ma divieti e alfabetizzazione valgono comunque. Dedurre le emozioni dei propri dipendenti è proprio ciò che è vietato.

Fonti

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